A chi spetti, in ultima istanza, il diritto di utilizzare il nome Franciacorta è una domanda che negli ultimi mesi ha smesso di essere solo giuridica, assumendo contorni culturali e identitari. Il nodo è emerso nel 2024, quando il Comune di Rovato ha avviato la procedura per registrare all’Ufficio italiano brevetti e marchi un marchio legato a una rassegna culturale cittadina. Un’iniziativa che ha incontrato l’immediata opposizione del Consorzio di tutela dei vini Franciacorta, deciso a difendere l’esclusività della denominazione. Il confronto si è rapidamente spostato sul piano legale. La decisione è arrivata un mese fa: il Ministero del Made in Italy ha accolto integralmente le argomentazioni del Consorzio, respingendo la richiesta di registrazione del marchio presentata da Rovato
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