6 Agosto 1945 – 2025, 80 anni da Hiroshima

Il Peace Memorial Park è forse l’unico posto in tutto il Giappone dove è raro vedere turisti che si fanno foto sorridendo. È però anche un luogo sereno, spesso pieno di bambini e bambine giapponesi che vanno lì per pranzare o passare il tempo. Stiamo parlando di Hiroshima dove la memoria di quell’evento devastante continua a definire e influenzare la città in modo molto più evidente rispetto ad altri luoghi dove si combatté nel secolo scorso. È la conseguenza di scelte precise delle amministrazioni comunali che si sono susseguite a Hiroshima e delle molte associazioni nate in città proprio per tramandare la memoria di quello che successe.

L’attrazione principale, praticamente l’unica nel centro cittadino, è il Peace Memorial Park, un parco-memoriale di 12mila metri quadri dove ci sono oltre 30 statue e installazioni in ricordo della bomba, a partire da quella per le vittime coreane alla Torre dell’orologio, che rintocca ogni giorno alle 8:15.

A circa 100 metri c’è una targa abbastanza anonima, posta su un sostegno in marmo: passandoci davanti può sembrare un’indicazione turistica come tante altre. Indica invece invece il luogo esatto su cui esplose la bomba, a 600 metri di altezza dal suolo. L’area fu esposta a temperature tra i 3mila e i 4mila gradi centigradi, e moltissime persone che si trovavano nel raggio di chilometri morirono sul colpo. Si stima che il 6 agosto del 1945 morirono 70mila persone, e il numero arrivò a 100mila entro la fine dell’anno. Il 90 per cento degli edifici della città venne distrutto, e il centro raso al suolo. Hiroshima è stata completamente ricostruita dopo la fine della guerra.

L’unico edificio che rimase parzialmente in piedi è oggi noto come “la cupola”. Veniva usato dalla prefettura di Hiroshima per ospitare esposizioni commerciali, e si trova a 135 metri di distanza in linea d’aria dall’ipocentro dell’esplosione. Non è mai stato ristrutturato, come sorta di monito. Le conseguenze dell’esplosione sono rimaste evidenti per decenni e in parte esistono ancora oggi, soprattutto per via degli effetti delle radiazioni sul corpo umano, che aumentano il rischio di tumori e di malformazioni nei bambini. Da anni il livello di radiazioni a Hiroshima è sicuro ed è in linea con quello di moltissime altre città, ma ci sono ancora persone che soffrono di problemi collegati in modo diretto o indiretto alla bomba.

Oggi gli hibakusha, le persone sopravvissute all’esplosione e che ne hanno vissuto gli effetti hanno 86 anni, tra poco non ci saranno più testimoni diretti di quanto avvenuto. Ma si spera che la memoria non si spenga in nessun paese.